La villa di Bossi nel ‘700

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febbraio 2, 2015

Nella seconda metà del Settecento, con Niccolò Antonino Gondi, la villa di Bossi venne ampiamente restaurata, ampliata, soprattutto la piccola cappella preesistente divenne una vera chiesa con tre altari, il grande organo funzionante grazie ad un mantice, i coretti laterali, uno dove prendeva posto la famiglia ed uno per i domestici, una grande sacrestia nel retro della chiesa.
In questa chiesa si trovano le sepolture di tutti i Gondi che hanno posseduto la villa da quel momento in poi.
L’aspetto della grande residenza ci viene consegnato da un disegno di Raffaello Paganelli (1744-1810). Per l’esperienza e la professionalità acquistata nel corso degli anni, Paganelli fu definito «abilissimo per disegni ed assistenza di fabbriche».
I due corpi aggettanti della villa cingevano un cortile centrale aperto verso valle trasformato poi in salone. Una scala a doppia rampa, oggi non più esistente, portava al piano nobile principale soprelevato.
Una cappella con frontone a volute ondulate arricchisce l’immagine del complesso architettonico.. Un inventario della fattoria di Bossi, insieme al podere delle Panche e quello di Camerata, venne stilato il 28 gennaio 1795, giorno della morte di Niccolò Antonino Gondi, poi sepolto nella cappella della sua villa di Bossi.