La Villa di Bossi ed i lavori di abbellimento di Maria de la Bruyère

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febbraio 2, 2015

La villa di Bossi assunse un ruolo di maggiore importanza per la famiglia Gondi, tra il 1878 e il 1884 poiché fu restaurata e trasformata, dalla giovane vedova di Francesco Gondi, Maria de la Bruyère, discendente di Jean de la Bruyère, un nobile francese e famoso scrittore, che non ambientandosi molto bene nella Firenze dell’epoca, preferì passare molto tempo nella villa di campagna, insieme ai due figli Carlo e Maddalena.
Trasformò quindi una casa di villeggiatura in una residenza, chiuse il cortile centrale aperto verso valle che trasformò nel salone centrale, fece rialzare la villa di un piano, creando delle stanze per gli alloggi della servitù ed una grande guardaroba, ampliò le cantine costruendo una grande stanza, sotto il giardino, attrezzata per le vinificazioni e da cui si accedeva attraverso una lunga scala che dipartiva dai locali di invecchiamento, dove sono poste le botti di rovere e le barriques.
Fece interrare, in parte, la cantina per avere una temperatura più stabile sia d’inverno che d’estate, abbellì il grande parco con dei cedri del libano e molti lecci, ed un giardino all’italiana di fronte alla villa.