La Scoperta di New York ed il Ser Amerigo

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febbraio 2, 2015

Nel 1523, Antonio Gondi, banchiere e mercante fiorentino, si sentì obbligato ad accettare la proposta di Giovanni da Verrazzano di raccogliere e finanziare l’ingente somma necessaria per il viaggio, quasi 4.000 scudi di sole. Infatti il re di Francia, Francesco I, all’ultimo minuto, decise di finanziare il viaggio solo per una piccola parte. I Gondi essendo proprietari del Castello Vicchio Maggio, nel Chianti esattamente di fronte al Castello da Verrazzano, quindi Antonio ed il Comandante Giovanni avevano dei buonissimi rapporti.
I maggiori investitori privati furono i Gondi con 700 scudi di cui Antonio con 570 scudi, insieme al contributo di 100 scudi da parte di “Monna Maria de’ Gondi” e di 30 scudi donati dal cuoco “servitore d’Antonio Gondi” , altri 2700 scudi furono dati da collaboratori del Banco Gondi o dai parenti. I restanti 600 scudi furono finanziati da mercanti francesi e dal re Francesco I. Per ringraziare i Gondi del loro personale contributo, Verrazzano dedicò a Marie Catherine de Pierrevive, moglie di Antonio, una delle isolette scoperte lungo la costa, battezzandola “Pietra Viva”. In ricordo del coinvolgimento alla scoperta del Nuovo Mondo, l’America, nella famiglia Gondi, in ogni generazione c’è un Amerigo.
Per ricordare questo evento è stato chiamato l’ultimo Super Tuscan, nato alla Tenuta Bossi, Ser Amerigo. Questo vino nasce dalla visione di Bernardo Gondi, che sperimentando vari vitigni alloctoni, ha sentito l’esigenza di avere nella gamma dei vini della Tenuta Bossi, un vino seducente, moderno fatto da un blend di vitigni alloctoni e autoctoni.
Uvaggio: Sangiovese 40%, Merlot 40%, Colorino 20%.
Invecchiamento: Riposa 12 mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 hl, 12 mesi in barriques e 24 mesi in bottiglia.
Vista: Rosso rubino vivace con riflessi porpora.
Olfatto: Impatto olfattivo complesso, intenso, subito piacevole! Si percepiscono variegati sentori di confettura di frutti di bosco, amarena sciroppata, sentori speziati di Liquerizia e cannella, si apre nel bicchiere con nuance di cuoio e tabacco.
Gusto: Importante e dinamico allo stesso momento, dimostra da un lato la forza, la sapidità e la freschezza del Sangiovese, dall’altro il generoso fruttato del Merlot. I tannini sono integrati e regalano un apparato strutturale che lo rende un vino seducente ed elegante.
Abbinamento: Carni rosse alla griglia, cacciagione da penna, pecorino toscano.